Il Tecnezio

Un elemento molto curioso della tavola periodica è sicuramente il Tecnezio, il cui nome deriva dalla parola greca tekhnetos che sta a significare “artificiale”. Il Tecnezio è infatti stato il primo elemento sintetizzato artificialmente, anche se in maniera “casuale” durante degli esperimenti radiochimici sul Molibdeno, ed è stato trovato anni dopo tra i prodotti della fissione nucleare dell’Uranio, in concentrazioni attorno al 6%. La prima scoperta avvenne nel 1937 in Italia,in Sicilia, dove nei laboratori dell’università di Palermo, Emilio SegrèNobel per la Fisica nel ‘59 e Carlo Perrier analizzarono un campione di Molibdeno inviatogli dalla California, scoprendo al loro interno questo nuovo elemento, il numero 43. In realtà già qualcuno prima di loro si prese il merito della scoperta: nel 1925 gli scopritori del Renio annunciarono la scoperta del Masurio, elemento 43, ma la scoperta non fu mai confermata e ad oggi è comunemente ritenuta sbagliata o comunque falsa. La scoperta del Tecnezio riempì uno dei buchi lasciati nella tavola periodica, avverando ancora una volta le previsioni di Mendeleev, che aveva già previsto l’esistenza di quell’elemento e l’aveva chiamato ekamanganese, dato che doveva mostrare proprietà simili al Manganese e al Renio, anche se l’affinità con quest’ultimo risulta superiore.

ImmagineSi è poi scoperto che questo elemento è presente in quantità non trascurabili sia all’interno che all’esterno del sistema solare, in particolare nelle giganti rosse, tanto che alcune teorie sulla sintesi degli elementi pesanti all’interno sono state corrette sulla base di questo dato. Le applicazioni più importanti sono in ambito medico/radiologico e anti corrosionistico, dato che alcuni composti di Tecnezio possono proteggere dalla ruggine gli acciai al carbonio, ed è importante dire anche che sotto gli 11 K è un superconduttore, fenomeno del quale ci siamo occupati in questo articolo

Esistono vari isotopi del Tecnezio, ben 22, nessuno dei quali è stabile, ragione per cui in natura è pressoché impossibile da trovare, le uniche tracce Tecnezio naturale di cui si è a conoscenza si trovano in Africa, e sono frutto della fissione spontanea dell’ Uranio 238 presente in alcuni minerali. Probabilmente quando la Terra si è formata 4,54 milioni di anni fa la presenza di Tecnezio sulla superficie non era così esigua come oggi, ma dato che l’isotopo più longevo dura 4.2 milioni di anni l’unico modo rimasto oggi per procurarsene un po’ è la sintesi artificiale.

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