Lenti a contatto e smalti per unghie

La plastica è in generale un materiale molto versatile, lo si ritrova davvero dappertutto, in impieghi banali come le pellicole per imballaggi, o in oggetti più complessi, come le pile elettriche che ormai stanno scomparendo. Magari non ci abbiamo mai pensato, ma anche le lenti a contatto e gli smalti per le unghie sono fatti di plastica, ma con una differenza. Innanzitutto, la plastica è in generale fatta da molecole lunghe e intrecciate tra di loro, che a loro volta sono fatte da tante (poli) parti (meros), e a questa caratteristica devono il nome ben più preciso di materiali polimerici. Ci sono tanti tipi di polimeri che si differenziano in base alle unità ripetenti, cioè gli “anelli della catena”, e in base alla loro struttura. Una delle distinzioni possibili si basa sul fatto che le catene possono essere semplicemente aggrovigliate tra di loro o al contrario chimicamente connesse, cioè ogni tanto due anelli di due catene diverse sono legati da un altro anello. Tutti o quasi sanno che le gomme delle macchine sono gomme vulcanizzate (o reticolate), cioè si inserisce durante la formatura un po’ di zolfo, che crea dei legami tra una catena e l’altra. Questo processo fu scoperto nel 1839 dal signor Goodyear, nome che spesso salta fuori quando capita di parlare di pneumatici. In realtà ci sono più varianti di polimeri di questo tipo, che in generale rientrano nella famiglia dei polimeri termoindurenti, che cioè quando vengono riscaldati diventano sempre più rigidi fino a degradarsi e diciamo così polverizzarsi.

Le lenti a contatto sono un esempio di oggetto fatto di materiale polimerico termoindurente, e quando si prova a scioglierle in acqua o in un altro solvente queste non si sciolgono, ma al massimo si rigonfiano. Quando alla sera le si tolgono e le si mettono nell’ apposito liquido queste ne assorbono il più possibile, ma senza sciogliersi, e al contrario se le lasciamo all’aria si seccano, come mostrato a sinistra in figura. Se poi le rimettiamo nel liquido si rigonfiano ancora e così via.

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Gli smalti per unghie sono ancora dei polimeri, ma questa volta lineari, aggrovigliati, e immersi in uno speciale solvente. Per spalmare lo smalto sulle unghie si prende il polimero tramite il pennellino e si passa sull’unghia depositando sia il polimero che il solvente, che però tende ad evaporare velocemente, e quando non c’è più il solvente, lo smalto non può più scorrere rimanendo attaccato all’unghia. Se decidiamo di cambiare colore di smalto basterà togliere quello vecchio, ovviamente sciogliendolo. Si prende l’acetone che porta in soluzione le catene polimeriche e si fa scorrere lo smalto via dall’unghia.

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Ci sono poi degli smalti speciali che non vanno via neanche con l’acetone e rimangono attaccati all’unghia, e questi sono un po’ particolari, infatti per poterli apporre non basta il pennellino, ma una volta spalmato, va fatto asciugare sotto una lampada dalla luce blu. Questa volta oltre al polimero e al solvente, nello smalto è mischiato anche una sostanza attivata dalla luce detta agente reticolante, che ha la stessa funzione dello zolfo nei pneumatici: legare le catene polimeriche tra di loro per non farle più scorrere, infatti rimuovere questi smalti è molto più difficile.

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