Michael Faraday

In questo articolo si parla della vita di uno degli scienziati che più hanno contribuito allo sviluppo industriale e tecnologico della nostra civiltà, e al cui enorme potenziale economico delle sue scoperte si contrappone una personalità di assoluta umiltà; il personaggio in questione è, come avrete capito dal titolo, Michael Faraday.

Nacque nel 1791 in Inghilterra in un paesino vicino Londra in piena rivoluzione industriale: erano appena state inventate macchine a vapore che riuscivano a fare molti lavori in modo più veloce ed efficiente degli uomini, quindi fabbri, tessitori e molti altri operai caddero in miseria, e anche il padre di Michael aveva parecchie difficoltà nel trovare un’occupazione. La famiglia Faraday però riusciva ad essere allegra lo stesso, in quanto molto religiosa: appartenevano alla setta dei sandemanisti, una “sottocategoria” dei metodisti, e la condizione di povertà era vista come via privilegiata per il paradiso.

Tuttavia non avendo i mezzi economici per fornire ai figli una buona istruzione, la famiglia Faraday non può che mandarli in scuole pubbliche situate nei quartieri poveri in cui abitavano e il tempo che non passano a scuola o lo passano a bighellonare in giro con altri bambini nelle loro stesse condizioni oppure lo passano a pregare. La setta sandemanista è molto attaccata alla preghiera e alle funzioni: saltare una messa domenicale è motivo di scomunica e Michael andrà a messa ogni domenica pomeriggio della sua vita eccetto una, quando fu invitato a cena dalla regina Vittoria, e i preti non presero troppo bene l’assenza neanche in quel caso.

Arriva l’età dei 13 anni e Michael viene mandato dal padre a fare il fattorino in una bottega in cui si rilegavano libri; nella vita di Faraday questo è un passo molto importante perché diventerà apprendista rilegatore e a causa della rivoluzione industriale l’attenzione verso il sapere scientifico subisce una netta impennata e la divulgazione avviene soprattutto tramite i libri, quindi Faraday può informarsi su tutte le più nuove scoperte scientifiche senza spendere soldi. Ovviamente dovette imparare a leggere in maniera decorosa dato che la sua istruzione non era stata per niente efficace; inoltre il ruolo della religione fu importante, sulla bibbia c’è un versetto in cui si stimola a conoscere il creato:

“Lettera ai Romani 1,20: dalla creazione in poi le sue (di Dio) perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute come la sua eterna potenza e divinità.”

Nel periodo in cui Faraday lavorava alla libreria uno dei personaggi più di spicco sulla scena della filosofia naturale era Humphrey Davy, un chimico inglese, brillante membro della Royal Society che teneva delle conferenze divulgative delle quali si parlava molto e in toni entusiastici, ma che ovviamente Faraday con il suo modesto stipendio non poteva assolutamente aspirare a vedere, e per questo motivo frequentava dei circoli operai a tema scientifico nei quali prendeva un sacco di appunti su tutto quello che sentiva, li riordinava, provava gli esperimenti in un piccolo laboratorio che si era costruito in casa (ovviamente con attrezzature molto rudimentali), ma di accedere alle conferenze di Davy non c’era proprio speranza, anche a causa della puzza sotto il naso dell’alta società inglese: Faraday era solo un proletario, per giunta da poco rimasto senza padre.

Un giorno in bottega un distinto cliente nota questo suo quaderno degli appunti, si mostra interessato, Faraday titubante glielo presta per qualche giorno, e quando il quaderno ritorna in suo possesso contiene i biglietti per vedere le ultime 4 conferenze di Davy: Faraday è al settimo cielo.

Davy era noto per aver isolato sodio, potassio, bario, bromo, calcio e magnesio, e anche se Francia e Inghilterra erano in guerra, i meriti di questo formidabile chimico furono riconosciuti anche da Napoleone.

Nella prima delle conferenze a cui andò, Faraday prese 96 pagine di appunti. E alla fine del ciclo di conferenze a cui aveva assistito aveva raccolto così tanto materiale da poter farne un libro e inviarlo a Davy stesso per poter entrare nelle sue grazie, riuscendoci, e dopo qualche vicessitudine Michael diventò addirittura l’assistente di laborario di Sir Humphrey Davy.

Ora, il mestiere consisteva nel pulire provette e pavimenti però potrete immaginare la felicità di chi ha aspirato per tutta la vita ad essere parte della filosofia naturale e il cui sogno si realizza. Date le abilità scientifiche, dopo poco tempo Faraday viene promosso: può disporre del laboratorio in cui aveva lavorato e condurre esperimenti in maniera autonoma (piccola curiosità il suo primo esperimento e il primo articolo pubblicato avranno come oggetto un minerale di calce raccolto in toscana).

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Faraday insomma diventa un vero scienziato, e comincia ad interessarsi all’ elettricità, tema molto in voga all’epoca e già studiato da gente importante: Volta, Ampère e davvero molti molti altri, e si comincia a capire che l’elettricità e il magnetismo hanno parecchio in comune, e LA domanda che ci si poneva all’epoca era: sono la stessa cosa? Faraday lavorerà a questo quesito a lungo, addirittura non va in viaggio di nozze per trovare una risposta, e fu l’unica persona ad notare che una corrente elettrica è capace di orientare un ago magnetico facendolo ruotare sempre nello stesso senso. Faraday ipotizzerà che una corrente elettrica può generare un mulinello magnetico e confermerà questa teoria con un esperimento, che avrà per oggetto il primo motore elettrico mai costruito. La sua fama salirà presto alle stelle, e cosa tragicomica, Davy diventerà gelosissimo, agendo contro di lui, diffamandolo, prendendosi il merito di alcune sue scoperte, e quando nel 1825 ci furono le votazioni per eleggere Faraday come nuovo presidente della Royal Society, Davy fu l’unico che gli votò contro. Da persona molto umile qual’era Faraday rifiuterà l’incarico, continuando a condurre esperimenti dedicandosi al questo: se è vero che un campo elettrico ne crea uno magnetico, è vero anche il contrario? La risposta è sì, e lo verificherà nel 1831 con un esperimento che di solito si studia a scuola e non vogliamo spiegare qui per non entrare troppo nel merito, sta di fatto che Faraday scopre che “ogni volta che “una forza aumenta o diminuisce produce elettricità, quanto più è veloce il suo aumento o diminuzione, tanto maggiore è l’elettricità prodotta.

Questo enunciato fu poi tradotto in termini matematici da Maxwell, ed è uno dei tasselli fondamentali dell’elettromagnetismo.

Grazie alle intuizioni di Faraday fu possibile comunicare tramite telegrafo, vennero costruite le dinamo che molti di noi conoscono solo per le biciclette ma che riescono ad imbrigliare l’energia dei fiumi del vento del vapore e molto altro.

Faraday fu ricoperto di onori e riconoscenze che dato il suo carattere molto umile accettò per educazione e non per auto compiacimento. Rifiutò il titolo di cavaliere e rifiutò persino di essere sepolto nella abbazia di Westminster, accanto a gente del suo calibro, come Newton.

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L’inghilterra di oggi lo ricorda raffigurandolo nella banconota da 20 sterline, e con una statua a Londra in Savoy Place. Nel mondo scientifico il suo contributo viene riconosciuto con la costante di Faraday F, pari alla carica di una mole di elettroni.

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One thought on “Michael Faraday

  1. cherol9209 ha detto:

    L’ha ribloggato su cherol9209.

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