I RAEE

Forse non tutti sanno cosa siano i RAEE anche se con tutta probabilità tutti ne abbiamo più di uno in casa. Con il termine RAEE si indicano i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, quindi chiunque tenga in un cassetto un vecchio cellulare che non usa e di cui non si è ancora sbarazzato, di fatto possiede un RAEE.

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Ogni dispositivo elettronico contiene al suo interno oro, argento, rame, platino, palladio, rodio e soprattutto qualcuna delle cosiddette terre rare, una classe di elementi molto particolari che, come si evince dal loro nome, sono molto rari. Per dare qualche numero, si pensi che in media un computer contiene un grammo di argento, 500 di rame, 65 di cobalto nelle batterie, 220 milligrammi d’oro, e 80 milligrammi di palladio. La possibilità di recupero di questi elementi, insieme ai già citati metalli preziosi, rende il riciclo di queste apparecchiature molto vantaggioso da un punto di vista economico oltre che ambientale. Se dispersi nell’ambiente provocherebbero danni incalcolabili, mentre il recupero renderebbe le nostre tasche molto più piene salvaguardando l’ecosistema. Bisogna sapere che il 97,3% dell’esportazione delle terre rare avviene ad opera della Cina con due fondamentali conseguenze: primo che il prezzo di queste materie prime lo scelgono i cinesi e secondo che se dovessero decidere di “chiudere i rubinetti” riporterebbero il resto del mondo al medioevo, cosa che tra l’altro hanno programmato di fare: vogliono infatti abbassare la percentuale di esportazione da 97 a 60, con conseguente aumento dei prezzi dei prodotti di elettronica.

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Una ben avviata attività di recupero inizia da una raccolta efficiente: riportare l’oggetto dismesso al rivenditore presso cui lo si è comprato è un buon punto di partenza, anche perché secondo la legge europea del 2012 sui RAEE, colui che vi vende un’apparecchiatura elettrica o elettronica é costretto a riprenderselo quando è giunto a fine vita.

Una volta recuperato, il problema principale diventa il come si separano tutte quelle poche tracce di terre rare dal resto del prodotto. Il processo come si può intuire è molto delicato anche perché oltre agli elementi più “innocui” come il i metalli preziosi, nei RAEE sono contenuti anche metalli dannosi per l’ambiente e la salute, come Piombo, Cadmio, Cromo esavalente e Cobalto.

Ci sono essenzialmente tre strade percorribili: quella pirometallurgica, quella biometallurgica e quella idrometallurgica. La prima è la più energivora ed è in generale poco conveniente per via dei costi economici e delle emissioni ambientali, la seconda è la più curiosa e sotto un certo punto di vista la più sorprendente, infatti sfrutta dei batteri che catturano elementi particolari: ad esempio un’alga è in grado di catturare per noi il Lantanio scambiandolo per Calcio, ma i tempi caratteristici di questo secondo tipo di processo sono lunghi, e quindi dal punto di vista industriale poco sfruttabili, anche perché bisogna aspettare la morte del batterio e recuperare dai suoi resti il metallo di interesse.

La via idrometallurgica ad oggi sembra la più percorribile in quanto veloce e meno impattante poiché prevede l’estrazione dei metalli tramite opportuni solventi e poi una separazione per via elettrolitica, processo ad oggi ben conosciuto. Anche in Italia abbiamo qualche esempio di aziende che con il riciclo di RAEE hanno fatto fortuna anche in tempi di crisi.

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Il problema principale però rimane la raccolta e la separazione che oggi avviene in maniera grossolana, l’attuale resa dei processi di recupero è intorno al 30% (con un valore di 3,5 milioni di euro se parliamo di computer), se ci fosse una raccolta più efficiente si potrebbe raggiungere addirittura il 100% di materiale recuperato(il valore sale a 11,5 milioni)  L’importanza del riciclo è ancora più evidente se pensiamo che secondo alcune stime dell’ONU il consumo mondiale di questi metalli aumenterà di circa nove volte. Inoltre la crescente domanda di prodotti elettronici non può essere soddisfatta interamente dallo sfruttamento dei giacimenti minerari per la produzione di materie prime, senza contare il risparmio energetico connesso al riciclo.

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One thought on “I RAEE

  1. cherol9209 ha detto:

    L’ha ribloggato su cherol9209.

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